Il mio primo quinto mese

quinto mese di gravidanza

E allora so che state morendo anche voi dalla voglia di farmi la fatidica domanda:

“Come procede questa gravidanza?”

Non vorrei sembrare scortese, però colgo l’occasione per ricordare a tutti che un “Ciao V.” quando ci incontriamo sarebbe cosa gradita.

Non è che solo perché sono incinta potete dimenticarvi di salutarmi e passare subito all’inflazionatissima domanda di cui sopra. Quello che vorrei rispondere è sconveniente… vorrei dire cose tipo:

  • “Guarda che da ieri non è cambiato assolutamente niente!”
  • “Potrebbe andare peggio…potrebbe venirmi la cellulite anche sulle dita dei piedi”
  • “Puoi cambiare domanda? Sembri un disco rotto!”
  • “Ti ricordi che prima di essere una donna incinta sono una donna e un essere umano?”

Ma la mia risposta ufficiale è sempre un caustico “Bene!” accompagnato da un tiratissimo sorriso di circostanza.

Gravidanza: una donna sull’orlo di una crisi di nervi

Che poi effettivamente la gravidanza procede da Dio; con tutti gli effetti collaterali della gestazione ovviamente.

Sono al quinto mese, anzi per essere più precisi sono nella 21esima settimana, anzi la mia ginecologa direbbe che sono alla 20+4. Non chiedetemi, perché si ragiona in termini di settimane: non lo so e non lo voglio sapere.

La mia pancia è diventata veramente gonfia.  Scuse come “sono stitica” o “stamattina ho fatto la colazione dei campioni” non funzionano più.

L’estate sta finendo e devo trovare una valida alternativa ai vestitini e alle gonne che ho usato fino ad ora senza nessun problema.

Allora sono andata dal mio rifornitore ufficiale svedese di jeans, ‘sto giro nel reparto pre-maman, nella speranza di trovare dei pantaloni mom o boyfriend che mi stessero.

E invece ho fatto un’amara scoperta: le mamme, a quanto pare, possono indossare solo jeans super-aderenti, nella fattispecie i modelli slim fit, skinny o superskinny.

Cioè scusate non ho capito siccome siamo ciccione sopra dobbiamo dimostrare di essere magre sotto? Ma io boh.

Siamo donne oltre alle gambe c’è di più.

 

 

V.