“Non può piovere per sempre”

non può piovere per sempre

È primavera, svegliatevi bambine… Facile, a me quando arriva la primavera viene un sonno pazzesco. 

Dovrebbe essere la stagione delle fioriture, naturali ed emozionali. I primi raggi di sole che tingono il viso, le farfalle sui fiori e nello stomaco. Questo dovrebbe essere la primavera.

E invece no. Dato che non esistono più le mezze stagioni, un giorno sono 3 gradi con pioggia battente e il giorno dopo 40, con il risultato che hai il raffreddore un giorno si e l’altro pure. E dato che la legge di Murphy regola l’universo ancora più del battito d’ali delle suddette farfalle, i giorni caldi di sole stanno sempre tra il lunedì mattina e il venerdì pomeriggio, mentre la pioggia si presenta regolarmente nel weekend.

E meno male, perché quest’anno più che mai ho la forma fisica di un tricheco ottantenne, e chi se lo mette il costume?

Ma non sono questi i dilemmi che affliggono la mia primavera. Il vero problema è che per la prima volta in 33 anni di vita vorrei saltare direttamente al prossimo inverno, senza affrontare quelle che per me sono sempre state le stagioni della vita e dell’avventura. Perché ho davvero sonno. Ma non quel sonno che si cura con un weekend di bradipismo duro. Ho un sonno atavico, manifestazione di una stanchezza che va oltre alla normale routine. 

Forse sto accusando davvero tutte le vicissitudini più o meno gravi degli ultimi anni.

Breve storia felice

Forse sono semplicemente esaurita. Non lo so. Fatto sta che ogni volta che qualcuno mi chiede di uscire o di fare qualsiasi cosa socialmente normale sia da un punto di vista stagionale che subitaneo, a me prende male.

Sono stanca, stanca di far finta che vada tutto bene, di lamentarmi di quello che va male, di arrabbiarmi, di gioire delle piccole cose e poi riscontarle tutte, di vivere e sperare di star meglio, vivere e non essere mai contento, vivere e perdere tempo, vivere e restare sempre al vento.

Voglio solo fermarmi un po’, oggi non ho tempo, oggi voglio stare spento.. 

Però domani voglio alzarmi, ascoltare Vasco che fischietta, infilarmi un costume e andare al mare a prendere la prima razzata, con la mia bambina, i vecchi amici, una borsa frigo e pizza al taglio. 

Perché non puoi stare sempre spento, o per farla ancora più pop e trita, non può piovere per sempre.

E allora vivere e sopravvivere, senza perdersi d’animo mai, e lottare e combattere contro tutto, e sorridere dei guai, proprio come non hai fatto mai e pensare che domani sarà sempre meglio.