Noi siamo i giovani, i giovani più giovani: siamo l’esercito del surf

genitori pensionati

Mentre questa torrida estate prosegue e le giornate scorrono tutte uguali, come se mi trovassi nel giorno della marmotta con la piccolissima differenza che qui io muoio di caldo, penso alla differenza tra la mia vita e quella dei miei genitori.

Io sono una figlia di Beverly Hills e, avendo superato i trenta, vivo delle intense giornate condite con lavoro, pulizia casa, cura della persona (che di ‘sti tempi significa fare almeno tre docce al giorno) e grandi dormite. Il mio pensiero fisso è fare il count down dei giorni che mi separano dalle mie agognatissime ferie, perché ragazzi non ce la fo più davvero.

E allora mi trascino in questo loop che manco Westworld può starmi dietro, nell’attesa di prendere quell’aereo che mi porterà via.

I miei sono due bellissimi ultrasessantenni che pare stiano scoprendo la bellezza della vita soltanto ora.

Loro sono nati negli anni ’50 in famiglie poco abbienti, che, per dirne una, mica potevano permettersi di mandarli in viaggio studio a Londra per due settimane. E, quindi, si sono fatti da sé in un mondo dove, detto papale papale, era sicuramente più facile farsi da sé di ora.

Facendosi da sé sono stati troppo impegnati a lavorare e costruire la famiglia per avere tempo e denari per fare altre attività ludiche che io trovo estremamente costruttive oltreché divertenti. E oggi i miei cari genitori, essendosi liberati delle due pesanti palle al piede che siamo io e mio fratello, finalmente hanno MERITATAMENTE iniziato a godersi la vita.

Lo scorso weekend sono partiti addirittura per andare in Calabria a fare rafting. Avete capito bene: rafting.

Io li guardo con un misto di ammirazione, amore e invidia, perché la verità vera è che la vecchia sono io, mentre i giovani più giovani sono loro. Ma io boh.

 

V