“Te lo do io il prosciutto crudo!”: sogno di una notte di mezza estate

dolce attesa

Chi ha vissuto negli anni ’90 si ricorderà la pubblicità di un pennellino ritardante in cui Maurizia Paradiso diceva:

“Una pennellata sul tuo aggegino e hop hop,
su come la coda di un canguro,
duro come la sella di un cosacco…
e te lo do io il prosciutto crudo!”.

Quello che sta succedendo a me, in queste notti di mezza estate, è di avere un sogno ricorrente in cui inseguo un prosciutto crudo senza riuscire mai a raggiungerlo. A un certo punto compare Maurizia che, come nella pubblicità, mi dice “te lo do io il prosciutto crudo”, ma io puntualmente mi sveglio senza aver soddisfatto la mia voglia di salume suino.

Certo se state pensando che ho bisogno di vedere “uno bravo” non posso assolutamente biasimarvi. Ma questa storia del prosciutto crudo ha una motivazione più che valida: mi è in questo momento assolutamente vietato mangiare questo salume … e non solo …

Il prosciutto crudo mi manca tantissimo e sta diventando un pensiero fisso, una nuova ossessione che brucia ogni silenzio.

Ebbene sì l’avrete capito che sono incinta, in stato interessante, in dolce attesa.

Sapete ho riflettuto molto su questa espressione? Dolce attesa…

Perché nei primi tre mesi appena trascorsi ho ripetutamente pensato “dolce un ca**o”. Cosa c’è di dolce nell’avere una sensazione fissa di nausea che ti impedisce semplicemente di vivere?

Gli odori, incluso quello della pizza, ti fanno venire voglia di correre in bagno a vomitare. La coca-cola, le bevande allo zenzero, le granite al limone diventano ufficialmente i tuoi migliori amici.

Per non parlare del corpo che cambia, della pancia che lievita, degli ormoni che ti causano crisi isteriche di pianto, del fatto che devi rinchiuderti in casa all’orario aperitivo per non morire di invidia e non dover sopprimere il desiderio di Campari.

Solo un uomo può avere realmente pensato all’espressione “dolce attesa”, o, in alternativa una donna abituata a mentire (una di quelle che finge l’orgasmo).

Io non ho intenzione di dire bugie come le altre, incluse le mie amiche str**ze che non mi avevano avvertita. Per me le prime dodici settimane sono state un inferno in Terra.

Ora va già molto meglio: le nausee sono molto meno frequenti (cinque minuti al dì), a ‘sta panza e a ‘sto seno mi ci sto abituando lentamente, mi sono rassegnata all’idea di non poter bere alcolici, fumare, viaggiare.

Quello che non mi va ancora giù è il divieto del prosciutto crudo e allora mi sono fatta promettere dall’Adone che a gennaio, in sala parto, mi farà trovare 200 grammi di San Daniele.

Altro che dolce attesa, questa è una lunga, lunghissima attesa…

Stay tuned!

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