C’era una volta…

amicizia vera

Ragazzi, siamo in estate, anzi luglio è quasi finito e io mi ritrovo a contare i giorni, le ore, i minuti che mi separano dalle mie agognate vacanze.

No, non vado a Ibiza. No, niente Formentera, Mykonos a fumare origano, Vietnam/Laos/Cambogia, niente destinazioni lontane o posti radical chic che fanno tanto figo.
Certo, ci metterò lo stesso tempo che serve per volare negli USA o in Oriente, ma rimarrò in Italia.

Non preparerò uno zaino ma non selezionerò nemmeno tacchi e abiti scollati.

Prenderò quello che mi capita e lo infilerò in qualche borsa. Esatto, anche più di una. Andrò in macchina, da sola, quindi potrei utilizzare una valigia per ogni pantalone o T-shirt.

Partirò a un’ora X e guiderò finché la mia macchinuccia mi porterà dalla mia amica V.

C’era una volta, tanti anni fa, un regno felice e prospero, in cui M. e V. vivevano beate e spensierate (ovvero stressate e ansiose) a un paio di chilometri di distanza. Non andava bene niente eppure era tutto perfetto, perché le cose più belle nella vita sono quelle che accadono quando non ci pensi (avete ragione, sembra uscita da un Bacio Perugina).

Fatto sta che da quei folli e felici giorni sono passati quasi una decina d’anni. Ora viviamo a circa 700 chilometri di distanza (dipende dal percorso che scegli su Google Maps) e la nostra vita non potrebbe essere più diversa da quella che un tempo fu.

Ma V. è ancora la mia amica, l’unica che riesca a capire il funzionamento delle mie sinapsi, l’unica che riesca a interpretare il mio stream of consciousness prima che io mi accorga di aver formulato una parola.

Ci sono amicizie che ti porti dietro da una vita.

Nel crescere si cambia, ognuno prende una strada e a volte quando guardi un vecchio amico ti chiedi se, conoscendolo oggi, lo frequenteresti ancora. La risposta ovviamente è si, perché c’è una vita a legarvi.
Poi esistono quelle amicizie che ti fai “da grande”. Sono quelle persone che incontri quando la tua coscienza personale è già formata, quando hai già deciso tra Beatles o Rolling Stones (non dite di non saper rispondere, è da ipocriti), quando sai già che per quante difficoltà la vita ti ponga davanti tu sei quello che sei, nel bene e nel male.
V. e io ci siamo conosciute in quel periodo lì. Volevamo spaccare il mondo, diventare manager di noi stesse, cambiare le cose, cambiare il pianeta con il rock’n’roll, volevamo sopravvivere, anzi volevamo vivere.
L’abbiamo fatto, per anni, anche se forse non ce ne siamo accorte.
Poi la vita ci ha divise, almeno fisicamente. Non ci siamo mai davvero perse. A volte ho perso me stessa, ma non ho mai perso lei.

Non sono un’esperta in rapporti sociali, o meglio, lo sono nella teoria, ma non nella pratica.
Eppure questo è un esempio di amicizia, di quelle che mia madre dice che si contano sulle dita di una mano.

Le nostre vite cambiano ogni giorno, gioie e dolori, casini e entusiasmo, ma noi ci siamo sempre.
E ultimamente una volta l’anno riusciamo a vederci.

E allora non ho bisogno di andare dall’altra parte del pianeta per avere la mia vacanza perfetta.

Mi basta la casa della mia amica, la cucina di sua madre, la musica che ci unisce, il suo compagno che mi ha accolta come una di famiglia e che mi porta a sperare che i bravi ragazzi esistano ancora.

Certo, c’è anche un bel mare che non guasta, ma per citare una frase che non viene dai Baci Perugina..: “Happiness is only real when shared”.

 

 

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